È partito dalla condanna a quattro anni e sette mesi di reclusione, diventata definitiva nel 2018, e dalla sua incredulità di fronte a quella sentenza. Giuseppe Scopelliti è tornato a parlare della sua vicenda giudiziaria a Scalea, presentando il libro Io sono libero.
Nel cortile di Palazzo Spinelli, l’ex presidente della Regione Calabria ha ripercorso alcuni dei passaggi più delicati della sua storia personale e politica, soffermandosi sulla vicenda giudiziaria e sul periodo della detenzione.
A moderare la serata l’assessore alla Cultura Annalisa Alfano. Subito dopo i saluti del sindaco di Scalea, Mario Russo. Presenti anche gli avvocati Andrea Napolitano e Giuseppe Bruno, presidente della Camera Penale di Paola. I presenti hanno seguito con attenzione gli interventi, in un clima di silenzio e ascolto.
La presenza di Scopelliti a Scalea ha però suscitato anche reazioni e discussioni sui social. La scelta dell’amministrazione comunale di ospitare l’ex governatore era stata contestata, anche sulla scia del comunicato diffuso nei giorni scorsi da Nicola Biondi, presidente dell’associazione Noi x il territorio che riguardava la vicenda dell’ospedale di Praia a Mare, una questione ancora molto sentita nell’Alto Tirreno cosentino.
Un tema che lo stesso Scopelliti ha affrontato nel corso dell’incontro, spiegando che la riconversione del presidio rientrava nel Piano di rientro sanitario avviato dalla precedente amministrazione regionale e che, a suo dire, la sua Regione fu chiamata a recepirne gli effetti.
La presentazione di Io sono libero è stata così anche l’occasione per riaprire il confronto su una figura politica che, ancora oggi, continua a dividere e a far discutere.




