ORSOMARSO – Un piccolo borgo del Pollino trasformato per tre giorni in un laboratorio di idee, cultura, musica e relazioni. È Orsomarso, che dal 7 al 9 agosto ha ospitato la terza edizione del CRIVU Festival dei paesaggi straordinari e delle rive sconosciute.
Un appuntamento ideato e curato da Monica Marziota e Michele Gerace, promosso dall’Associazione culturale “cento giovani” e realizzato con il Comune di Orsomarso, che ha scelto ancora una volta il territorio come punto di partenza per costruire occasioni di incontro e confronto.
Non il classico festival estivo, ma un progetto che mette in dialogo paesaggio, cultura, musica, formazione e sviluppo, utilizzando i luoghi di Orsomarso e del territorio come parte integrante del racconto.
Tra i tanti ospiti di questa terza edizione anche personalità di rilievo del mondo dell’informazione e della cultura,come Andrea Monda, direttore responsabile de L’Osservatore Romano e Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca. Presenze che testimoniano il livello e l’ampiezza del confronto proposto dal Festival.
E proprio la musica ha rappresentato uno dei linguaggi più forti di questa edizione. Concerti e performance hanno accompagnato le giornate del Festival, portando artisti e pubblico in luoghi particolarmente suggestivi.
Tra questi, la Valle del fiume Argentino, dove un pianoforte a coda, immerso nel paesaggio, è diventato protagonista di un concerto suggestivo ed emozionante, capace di fondere musica, natura e bellezza del luogo.
E sempre la musica ha portato a Orsomarso un respiro internazionale con la presenza del celebre pianista, compositore e arrangiatore cubano Rolando Luna, arrivato appositamente per partecipare al Festival. La sua esperienza e la sua musica raccontano bene lo spirito di CRIVU: mettere in relazione persone, culture e linguaggi anche molto lontani.
Accanto ai concerti, incontri e momenti di confronto hanno affrontato temi legati alla cultura, alla formazione, alla natura e alle prospettive di sviluppo.
Tre giorni, dunque, per incontrarsi e guardare il territorio con occhi diversi.
Perché la sfida del CRIVU è proprio questa: trasformare un borgo in un luogo di produzione culturale, dove il paesaggio diventa protagonista e dove le idee possono costruire nuove possibilità per il futuro.




