Il nostro viaggio insieme ai giornalisti italiani e internazionali presenti al 75° Educational organizzato dalla rivista Spiagge, si conclude tra due grandi protagonisti del turismo salentino e italiano: Lecce e le splendide marine di Melendugno – Torre Specchia, San Foca, Roca, Torre dell’Orso e Torre Sant’Andrea. Anche in inverno il mare conserva un fascino speciale, come dimostra il successo del Cammino del Salento, che ha registrato il tutto esaurito negli alberghi sul mare rimasti aperti.
Soggiorniamo a pochi passi dal centro storico di Lecce, all’Alvino Suite & Breakfast B&B, affacciato su piazza Sant’Oronzo, il “salotto” della città. Camere ampie, moderne e confortevoli. Ottima anche la scelta del B&B La Fitolacca, ispirato all’omonimo albero, con tre camere arredate con gusto.
Le marine di Melendugno, punteggiate dalle torri di guardia del Cinquecento, regalano emozioni in ogni stagione. Si parte da Torre Specchia Ruggeri e San Foca, con il suo porto turistico, il secondo dopo Brindisi, per arrivare alle spiagge di San Basilio–La Caciulara, Le Fontanelle, Li Marangi e alla caletta di Zia Brizia.
Affascinante Roca, con i resti del castello medievale, la torre e le celebri Grotte della Poesia. La Poesia Grande è stata definita dal National Geographic la piscina naturale più bella al mondo. Collegata alla Poesia Piccola, antico santuario dei naviganti, conserva iscrizioni votive dedicate a Tutor e Thaotor. Il nome deriva dal greco medievale AP (acqua), per le sorgenti dolci utilizzate dai marinai prima di affrontare il mare, vera “autostrada” dell’antichità.
Proseguendo verso sud si incontra Torre dell’Orso, con le dune, le falesie e i faraglioni delle Due Sorelle, legati a una suggestiva leggenda. Poco oltre, a Torre Sant’Andrea, spiccano i faraglioni, tra cui l’Arco degli Innamorati, chiamato dai locali Lu Pepe, la Sfinge e quello a forma di Italia.
Melendugno, di cui le cinque marine sono frazioni, offre vacanze complete: mare, eventi del Blu Festival, spettacoli gratuiti e sagre dedicate ai prodotti tipici. Da visitare i centri storici di Melendugno e Borgagne, appartenente all’Associazione Borghi Autentici d’Italia, con chiese barocche, frantoi ipogei e l’Abbazia bizantina di San Niceta.
Da non perdere il miele De.Co., che richiama l’etimologia latina Mele-duco (“porto il miele”), e l’olio extravergine di oliva prodotto da ulivi resistenti alla xylella.
Grande partecipazione anche alle feste patronali: la focara del 27 gennaio per San Niceta del Terremoto e Sant’Antonio da Padova, e le celebrazioni di settembre a Melendugno e fine agosto a Borgagne.
A soli venti chilometri da Melendugno, Lecce incanta con chiese e palazzi eleganti. L’ingresso consigliato è da Porta San Biagio, per raggiungere in via Ascanio Grandi il Museo Faggiano, proprietà della famiglia Faggiano, dove in pochi metri quadrati si concentrano duemila anni di storia. Il New York Times gli ha dedicato un celebre articolo: «In Italia un uomo compra una casa e ci trova un museo».
Si prosegue verso piazza Sant’Oronzo, dominata dalla colonna della via Appia e dalla statua del santo patrono, fino alla Basilica di Santa Croce, simbolo del barocco leccese. Grazie ad ArtWork e al tour “Visione Barocca” è possibile ammirare il rosone dall’interno. La cooperativa gestisce anche il circuito LeccEcclesiae (Duomo, Santa Croce, Santa Chiara, San Matteo, Antico Seminario e Museo di Arte Sacra), con orari continuati
Da non perdere il panorama dal campanile del Duomo, dotato di ascensore, secondo in Italia dopo Venezia.
Santa Croce sorge nel cuore dell’antico quartiere ebraico, accanto alla sinagoga e al convento dei Celestini, oggi sede della Provincia e della Prefettura, di fronte a Palazzo Adorno.
Passeggiando nel centro storico si scoprono le botteghe dei maestri cartapestai e le ceramiche di Grottaglie e Cutrofiano. L’aria profuma di rustico leccese e pasticciotto, da gustare in piazza Sant’Oronzo con caffè in ghiaccio e latte di mandorla, mentre da Palazzo di Città risuona la voce del grande tenore Tito Schipa, simbolo della lirica mondiale.




