Prosegue il nostro viaggio alla scoperta del Salento d’inverno, che continua a regalarci mille emozioni. Insieme ai giornalisti italiani e internazionali del 75° Educational organizzato dalla rivista Spiagge, andiamo a scoprire Muro Leccese, nel cuore del Salento.
Ad accoglierci nell’elegante piazza il sindaco Antonio Lorenzo Donno, l’assessore al turismo Sara Spano, l’archeologo Francesco Fischetti e la presidente dell’Associazione Culturale Custodia, Ylenia De Pauli. «Ci teniamo molto alla valorizzazione della nostra città», spiegano gli amministratori. «Con un finanziamento PNRR abbiamo avviato una nuova campagna di scavo nel sito archeologico e introdotto l’intelligenza artificiale per rendere più immersiva la visita nei musei. Abbiamo investito anche nel fattore umano, sostenendo la nascita del bar Gustè, gestito da un’associazione che offre opportunità lavorative a persone con disabilità».
Il progetto presentato dal Comune, “ViViMuro – Strategie integrate per una ri-vitalizzazione inclusiva e partecipativa”, è stato finanziato con 1,6 milioni di euro dal PNRR Cultura Linea B.
Nella piazza principale si fronteggiano due chiese: quella dell’Immacolata custodisce preziose sculture in pietra leccese dedicate alla Madonna.
La visita prosegue nel Museo medievale e messapico ospitato nel Palazzo del Principe Protonobilissimo, dove sono esposti corredi funerari messapici che testimoniano l’amore per l’arte greca, e reperti medievali come ceramiche e utensili della vita quotidiana. Da brivido la discesa nelle antiche prigioni del castello, dove i detenuti incidevano sui muri cavalli, serpenti, figure fantastiche e i propri nomi: tra questi spicca quello di un religioso, finito in cella per motivi ignoti.
Ci inoltriamo nelle viuzze eleganti di Borgo Terra per raggiungere il frantoio semi-ipogeo con le grandi macine in pietra, un torchio alla genovese e la sorprendente raffigurazione della battaglia di Lepanto, così dettagliata da far pensare che l’autore vi avesse partecipato.
Dal borgo giungiamo poi al sito archeologico, dove la nuova campagna di scavo diretta dal professor Francesco Meo ha riportato alla luce scoperte straordinarie: la cinta muraria, alta dieci metri, è ora visibile per 600 metri lineari; verso la porta Nord Est sono emerse tombe finemente lavorate e, soprattutto, un arco. Una scoperta destinata a riscrivere la storia: se finora si riteneva che l’arco fosse un’invenzione etrusca perfezionata dai Romani, Muro Leccese potrebbe cambiare le conoscenze consolidate.
Il sito è immerso in un mare verde. «Grazie al PNRR – spiega il sindaco Donno – stiamo puntando sull’intelligenza artificiale per rendere la visita ancora più emozionante, anche tramite l’ologramma di un guerriero messapico che racconterà la sua storia. Sarà tutto fruibile entro giugno 2026».
Con il PNRR il Comune ha investito anche in progetti sociali, dando vita al bar Gustè, accanto a un frequentato parco giochi: ogni giorno offre panini e prelibatezze preparate con cura dai giovani dell’associazione.




