ROMA, 11 giugno 2026 — È stata presentata ieri pomeriggio, nella sede dell’Associazione della Stampa Estera in Italia a Palazzo Grazioli, Italy Now, la nuova testata digitale di giornalismo culturale dedicata all’Italia e rivolta a un pubblico internazionale, con pubblicazioni in otto lingue.
Davanti a una sala gremita di giornalisti, diplomatici e rappresentanti di istituzioni e imprese, le co-fondatrici e condirettrici Alina Trabattoni e Sabina Castelfranco hanno illustrato un progetto nato per raccontare l’Italia che gli italiani amano, oltre i luoghi comuni e le breaking news, fedele alla promessa editoriale: “L’autenticità è il nuovo lusso”.
Italy Now celebra tutto ciò che di bello l’Italia rappresenta, raccontando storie di persone, idee e iniziative spesso trascurate dai grandi media: borghi, territori, eccellenze, enogastronomia, cultura, arte e imprese, con particolare attenzione ai temi dell’economia, dell’innovazione e della trasformazione digitale.
Il keynote è stato affidato alla presidente di ENIT, Alessandra Priante: «L’Italia è la più bella storia del mondo. Non è un modo di dire, è qualcosa in cui crediamo in maniera profonda e radicata». La presidente ha sottolineato come, nell’era dell’intelligenza artificiale, la narrazione conti più dei numeri: «Il turista non viene in Italia solo per visitare Firenze o il Colosseo: viene perché vuole sentirsi italiano. Per questo sono importanti piattaforme che parlano le lingue del mondo e raccontano storie vere. ENIT è al fianco di tutte le iniziative che supportano la nostra azione: raccontare un’Italia che ci rappresenta, in ogni lingua e a ogni latitudine».
La relazione centrale è stata tenuta da Mauro Battocchi, Direttore Generale della Direzione per la Crescita e la Promozione dell’Export del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale: «La forza dell’export italiano risiede nell’eccellenza della manifattura e nelle storie, competenze e territori che ne rappresentano il valore aggiunto e l’unicità». E ancora: «Il nostro compito è creare le condizioni perché queste eccellenze trovino nuovi mercati e nuove narrazioni, attraverso strumenti concreti inseriti nel Piano per l’export, che punta ai 700 miliardi di esportazioni entro il 2027, insieme ad Agenzia ICE, SIMEST, SACE e Cassa Depositi e Prestiti».
Sono intervenuti anche Paola Ansuini (Banca d’Italia), Chiara Modica Donà Dalle Rose, presidente della Fondazione Donà Dalle Rose, sul tema della filantropia culturale; Camilla Lunelli, vicepresidente di Ferrari Trento, sulle eccellenze del Made in Italy; Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli, sul contributo dell’enoturismo all’economia; Daniele Kihlgren e Mafalda Inglese, sullo sviluppo dei borghi da Santo Stefano di Sessanio al Cilento; e, in chiusura, Ilaria D’Uva, CEO di D’Uva Srl, sullo storytelling del patrimonio culturale.
«Per noi l’autenticità è il nuovo lusso. Italy Now è una promessa ai lettori: storie verificate e voci reali, un’Italia che va oltre il turismo e si racconta in otto lingue», ha dichiarato Sabina Castelfranco. «Nessuna testata mainstream ha ormai la possibilità di mandare un inviato in un piccolo paese del Cilento per raccontarne le eccellenze. È questa la lacuna che Italy Now vuole colmare».
«Italy Now nasce per celebrare l’Italia e tutto quello che rappresenta, con un giornalismo che informa e dà valore a chi legge», ha aggiunto Alina Trabattoni. «Vogliamo dare voce all’Italia che lavora, crea e innova lontano dai riflettori. Le storie che i grandi media trascurano sono spesso le più vere».
Bernard Bédarida, segretario del Consiglio Direttivo dell’Associazione della Stampa Estera, ha portato il saluto dell’Associazione: «Ci piace ricevere iniziative di questo tipo, che vanno perfettamente nel senso del nostro Gruppo del Gusto. A Sabina e Alina auguro, come si dice in francese, bon vent: buon vento».
In occasione del lancio, le co-direttrici hanno inoltre annunciato che Italy Now è stata selezionata come entrepreneur-in-residence nell’ambito di un programma di incubazione congiunto dell’Università di Cambridge e di fondi internazionali di venture capital. La testata è già incubata anche presso l’entrepreneurial forum della London School of Economics.




